Dopo anni di ascolto dei ragazzi (Anno Unico esiste da più di 20 anni!), di ricerca, di confronto con le esperienze scolastiche più innovative,
abbiamo costruito (non senza fatica e continuando a metterci in discussione)
una proposta che si fonda su questi ingredienti:

SONO SERENO PERCHÈ

Gli insegnanti mi capiscono, quindi mi fido di loro

Una scuola sensibile ha anzitutto insegnanti sensibili, in ascolto di ogni ragazzo, senza essere invadenti. Costruiamo un rapporto di fiducia con gli allievi, un passo alla volta.


Gli insegnanti mi capiscono, quindi mi fido di loro

Una scuola sensibile ha anzitutto insegnanti sensibili, in ascolto di ogni ragazzo, senza essere invadenti. Costruiamo un rapporto di fiducia con gli allievi, un passo alla volta.


I GRUPPI CLASSE SONO PICCOLI, COMPOSTI DA PERSONE AFFINI

Se a scuola si sta male con i compagni, è difficile reggere a lungo. All’Anno Unico siamo molto attenti nel creare gruppi piccoli in cui i ragazzi si possano trovare bene. Con discrezione li aiutiamo tutti a trovare la propria dimensione con gli altri.

NON C’E’ COMPETIZIONE

Ognuno vale per quello che è, prima dei risultati scolastici. Da noi non ci sono voti, note e sospensioni; la ricerca ci dice che non stimolano l’apprendimento anzi, spesso lo ostacolano (e noi abbiamo verificato che è proprio così). Non vogliamo rovinare la bellezza di imparare riducendolo alla competizione tra compagni.

Spesso la scuola tradizionale è percepita come una gara tutti-contro-tutti, una “battle royale” come in Hunger Games. Non vogliamo che sia così!!

SONO PIU’ MOTIVATO PERCHE’:

SI IMPARA PARTENDO DALLE DOMANDE CHE PER ME SONO URGENTI

Se la scuola vuole continuare ad avere senso per i ragazzi deve accogliere le domande che bruciano in loro.
Cosa è l’amicizia oggi? Il tradimento? La vendetta? Cos’è l’amore tossico? …il pianeta avrà un futuro? da quali tipi di potere siamo oppressi? Come si regisce al dolore? Che valore ha la solitudine?…
Noi non abbiamo risposte certe, ma nella storia scrittori, filosofi, artisti, poeti, fumettisti, registi, cartoonist, hanno provato ad esplorare questi temi. Se partiamo da queste domande (e da quelle che i ragazzi ci porteranno) ha senso impegnarsi, altrimenti no.

Riconosci chi/cosa c’è in tutte queste immagini? Quando ci poniamo domande importanti per rispondere può esserci utile un anime come Tokyo Ghoul, un filosofo contemporaneo come Foucault, un mito greco, una serie come Black Mirror, fino alle parole del Dalai Lama… La chiamiamo “Jam esperienziale”

CI SI PUO’ SPERIMENTARE IN TANTI AMBITI DIFFERENTI, TRA TEORIA E PRATICA

Un tempo la teoria era per “i bravi”, e la pratica solo per chi era meno brillante nello studio. Oggi, nel mondo della virtualità digitale i ragazzi ci dicono che è possibile, anzi necessario, esplorare nella vita entrambe le dimensioni. All’Anno Unico accanto alle materie di base si sperimentano tante esperienze formative laboratoriali diverse: grafica, arte, fotografia, teatro, audio e video digitale, meccanica. In questo modo si arricchiscono le proprie competenze e si riflette su possibili direzioni future.

A VOLTE POSSO ANCHE DIRE “QUESTO NON LO FACCIO!”

Qualcuna delle attività elencate sopra ti ha spaventato? Tranquillo, non è obbligatorio frequentare tutti i laboratori, gli stage e le esperienze di apprendimento che proponiamo. All’Anno Unico anche ogni studente è unico, costruisce il suo percorso personale aiutato dal tutor.

QUI ANCHE LA MUSICA, I FILM, I VIDEOGIOCHI HANNO UN VALORE PER IMPARARE

Non possiamo escludere dalla scuola la cultura dei nostri ragazzi se vogliamo capirli, e se vogliamo capire il mondo attuale. Tante canzoni, serie tv, anime hanno contenuti profondi e importanti, e noi siamo i primi ad apprezzarli.

NON SI DEVE DECIDERE SUBITO COSA FARE IN FUTURO

E’ difficile chiedere ad un ragazzo di 15-16 di avere già in mente quale sarà il suo futuro lavorativo. All’Anno Unico l’indirizzo degli studi non è imposto a priori, ci si rifletterà lungo il cammino. Si fa un passo alla volta. Questo abbassa l’ansia e porta ulteriore serenità. Noi durante l’anno siamo a disposizione per aiutare nella scelta.

Filippo ci ha detto che i ragazzi lo percepiscono il futuro come le scale di hogwarts. In un mondo così precario come è possibile chiedergli se sanno cosa faranno nella vita? Dobbiamo accogliere la fatica di questa precarietà, e aiutarli a porre un passo alla volta…

SI PENSA PRIMA A ME COME PERSONA CHE AI MIEI RISULTATI

L’autostima, il volersi bene, saper costruire relazioni positive con i pari sono elementi fondamentali per imparare, e in generale per diventare adulti.
Negli anni abbiamo capito che quando i ragazzi sbocciano, poi anche il percorso scolastico torna a fiorire.