il nostro pensiero

E’ NORMALE ESSERE IN CRISI CON LA SCUOLA
(E ANCHE LA SCUOLA E’ UN PO’ IN CRISI…)

E’ sempre più frequente che gli adolescenti vivano momenti di crisi nei confronti della scuola, fino al punto di volerla abbandonare.

A volte tali crisi coincidono con un momento particolare della vita in cui, per ragioni diverse, le energie diminuiscono e la tensione, lo sconforto o l’ansia aumentano.

I ragazzi che lasciano nella maggior parte dei casi desiderano imparare e costruire il proprio futuro, ma sentono la scuola attuale distante dalle proprie esigenze e sensibilità, o non si sentono loro in grado di reggerne le richieste

La ricerca è di uno spazio di apprendimento meno rigido, più elastico e attento ai percorsi individuali, meno competitivo, più coincidente con i propri bisogni di apprendimento.

UNA SCUOLA PER TORNARE A RESPIRARE


In genere tutto comincia con il peggiormento dei voti, o con il moltiplicarsi delle assenze, e l’idea di lasciare prende sempre più piede. I genitori preoccupati spingono a riprovare, a scegliere rapidamente un nuovo indirizzo, ma queste richieste talvolta portano ad una chiusura maggiore nei ragazzi, oppure a scelte affrettate che in poco tempo riproducono i problemi precedenti.

Quello che abbiamo sperimentato è che in situazioni del genere la soluzione migliore, anche se può sembrare strano, non è accelerare ma prendere le distanze, dedicarsi un periodo fuori dalla scuola tradizionale.

In molti casi solo uscendo da contesti che i ragazzi sentono come portatori di sofferenza, e ritrovando invece calma e serenità, può rinascere la motivazione per “sbloccarsi” e ripartire con spirito diverso. Lo abbiamo visto tantissime volte in questi anni di lavoro.

IMPARARE E CRESCERE, MA IN MODO DIVERSO

L’Anno Unico è un’esperienza formativa in cui non si smette di imparare e di pensare al futuro, ma lo si fa con una modalità radicalmente diversa, più umana e meno giudicante, più elastica e personalizzabile, attraverso stimoli formativi che difficilmente si trovano nei percorsi di istruzione istituzionali.

LE CARATTERISTICHE DELL’ANNO UNICO

Dopo anni di ascolto delle esigenze dei ragazzi (Anno Unico esiste da più di 20 anni), di ricerca accademica, di confronto con le esperienze scolastiche più innovative, siamo giunti, non senza fatica, ad una proposta in cui la ricetta base si fonda su questi ingredienti:

– La relazione con gli insegnanti
I nostri formatori hanno importanti competenze pedagogiche e umane, ascoltano e sono attenti ad ogni ragazzo, ma senza essere invasivi; hanno una particolare preparazione nel comprendere le difficoltà e le modalità comunicative degli adolescenti attuali.

– La relazione con i compagni
I gruppi classe non sono numerosi e c’è una particolare attenzione al benessere relazionale degli alunni. Attraverso metodi collaudati impariamo a stare insieme rispettando i tempi, le diversità, le esigenze di tutti.

– Il contesto non competitivo
Non ci sono voti, note e sospensioni; la ricerca ci dice che non stimolano l’apprendimento, anzi spesso lo ostacolano. Non vogliamo svilire la complessità e la bellezza dell’apprendimento riducendolo ad un numero, o alla competizione tra compagni.

La libertà di scegliere tra le proposte di apprendimento
Non è obbligatorio frequentare tutti i laboratori, gli stage e le esperienze di apprendimento che proponiamo. All’Anno Unico anche ogni studente è unico, costruisce il suo percorso personale aiutato dal tutor.

– La possibilità di sperimentarsi in ambiti differenti, anche pratici
All’Anno Unico si sperimentano anche molte esperienze formative laboratoriali: grafica, arte, fotografia, meccanica, teatro, audio e video digitale, meccanica. In questo modo si arricchiscono le proprie competenze e si riflette su possibili direzioni future, in modo non superficiale.

– La costruzione del percorso un passo alla volta
E’ difficile chiedere ad un ragazzo di 15-16 di avere già in mente quale sarà il suo futuro lavorativo. All’Anno Unico l’indirizzo degli studi non è imposto a priori, ci si rifletterà lungo il cammino. Si fa un passo alla volta. In un mondo complesso come il nostro sappiamo che decidere a priori un percorso lungo è talvolta controproducente, e può portare molta ansia.

La centralità della dimensione educativa
L’autostima, il volersi bene, saper costruire relazioni positive con i pari sono elementi fondamentali per imparare, e in generale per diventare adulti.
Inoltre in questo mondo in cui la realtà cambia in continuazione, sono imprescindibili competenze quali la capacità di “imparare ad imparare”, di pensiero critico, di fare scelte, di aprirsi al nuovo su cui raramente la scuola tradizionale si focalizza.